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Ponteratto
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mwbgPonteratto è il comune immaginariocite-ref-1[1] in cui sono ambientati gran parte gli episodi di mwcwdon Camillo e di mwdaPeppone, personaggi di fantasia creati da mwdqGiovannino Guareschi. Nelle trasposizioni cinematografiche, il paese di don Camillo e Peppone viene identificato con mwdgBrescello, ove furono girati i film.

Contents

Storia
Note

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Descrizione generale

Ponteratto è un piccolo paese della mwegBassa Padana, probabilmente situato in mwewprovincia di Parma. Sorge a poca distanza dal "grande fiume", il mwfaPo. È un paese dalla vocazione prevalentemente mwfqagricola: il territorio è diviso in poderi e case coloniche. Le abitazioni sono basse e modeste, non andando oltre il primo piano d'altezza, e le strade larghe e regolari.

Nella saga si raccontano le vicende di Ponteratto fra il mwfw1946 e il mwga1966: negli mwgqanni Sessanta l'arrivo del benessere trasforma l'aspetto del paese, che diventa più curato, e anche l'economia, che da agricola si trasforma lentamente in industriale dopo l'apertura di alcune fabbriche. Il paese è servito dalla mwggferrovia, che attraversa anche alcune frazioni.

Nel libro il nome compare una sola volta, all'inizio del primo racconto e solo nell'edizione originale:

«Don Camillo, l'arciprete di Ponteratto, era un gran brav'uomo. Però uno di quei tipi che non hanno peli sulla lingua...»

(Mondo piccolo. Don Camillo, Milano, Rizzoli, 1948)

mentre in tutte le edizioni successive l'mwhgincipit è:

«Don Camillo, era uno di quei tipi che non hanno peli sulla lingua...»

Le trasposizioni cinematografiche dei racconti sono state ambientate nel realmente esistente comune di mwiqBrescello, in mwigprovincia di Reggio Emilia (il nome del paese, nel quale furono girati tutti e cinque i film della serie, è anche esplicitamente citato in alcune scene).

Storia

Si sa poco della storia di Ponteratto: la diffusa presenza di mwjqmonumenti o mwjgopere artistiche risalente al mwjwXIII e al mwkaXIV secolo fa supporre un'origine mwkqmedievale dell'abitato.

In seguito fu dominato dai mwkwFarnese, che lasciarono la statua dell'Ercole nella piazza principale, e fece parte del mwlaDucato di Parma e Piacenzacite-ref-2[2].

Durante il mwmgRisorgimento fra gli abitanti del paese si distinse il mwmwgaribaldino Antonio Ferrazza. La seconda guerra mondiale lasciò lutti e distruzioni nel paese, occupato prima dai tedeschi e poi dai militari alleati. Anche il movimento partigiano fu molto attivo in paese.

Dopo la guerra, a Ponteratto, come in tutto il cosiddetto "mwnqtriangolo della morte", si registrarono alcuni episodi di violenza contro personaggi anticomunisti, tra cui anche don Camillo, che fu vittima di un attentato contro la sua persona.

Nel dopoguerra, a tutte le mwnwelezioni comunali, ha sempre prevalso la lista di mwoasinistra, composta prevalentemente da mwoqcomunisti, mwogsocialisti e a volte mwowrepubblicani e mwpaazionisti. L'amministrazione del sindaco Giuseppe "mwpqPeppone" Bottazzi guida il paese per almeno vent'anni, ottenendo importanti risultati. Negli mwpganni Sessanta si ha la nascita di una mwpwcellula maoista che mette in difficoltà Peppone, portandolo alle dimissioni. L'intervento di don Camillo, che convince alcuni socialisti a passare al mwqaPCI, permette a Peppone di ritornare sindaco.

Strade e piazze

Piazza del Popolo

Al centro di Ponteratto si trova la mwramwrqpiazza grande, chiamata negli ultimi episodi mwrgPiazza del Popolo. Lungo i due lati lunghi della piazza si affacciano delle case con dei portici, su cui si aprono i vari mwrwcaffè (il più importante è il mwsa"Caffè dei Portici") ed alcune botteghe, tra cui l'Emporio di Anteo Bigatti & figlio e la farmacia del dottor Spiletti. In posizione arretrata, in linea con il portale della mwsqchiesa, si trova la statua dell'mwsg"mwswErcole mwtaFarnese", che è un chiaro riferimento alla statua avente lo stesso soggetto situata al centro della piazza principale di mwtqBrescello. Sempre sulla piazza si affacciano la sede della mwtgDemocrazia Cristiana, l'"Orto del Marasca" (al posto del quale verrà poi costruito un moderno palazzo anch'esso porticato), il "Palazzo Baghetti" e la sede della Cooperativa "La Proletaria".

Altre strade

• mwugStrada degli Orti, che si trova dietro la casa di mwuwPeppone;
• mwvqVia mwvgGramsci, già via Luigi Brambelli ed ancor prima via Castelletto;
• mwwaStrada Bassa;
• mwwgPiazzetta della Libertà;
• mwxaVia mwxqStalin;
• mwxwPiazza mwyaStalin;
• mwygVia mwywTitov (numeri pari) e mwzamwzqSan Martino (numeri dispari).

Edifici più importanti

Chiesa Parrocchiale

Forse intitolata a mwaqSan Michele Arcangelo, la chiesa parrocchiale di Ponteratto si affaccia sulla Piazza del Popolo con la grande mwagfacciata con mwawrosone e l'alto mwbamwbqcampanile sormontato da un mwbgangelo del Duecento. All'interno la chiesa si presenta con tre mwbwnavate divise da mwcacolonne dipinte a finto mwcqmarmo, alcune cappelle laterali ed un'mwcgabside semicircolare. preceduta da un sottarco coperto da volta a mwcwcupola. Su di questo si affacciano la mwdacantoria e l'organo. Dietro l'altare, tra due mwdqfinestre con vetri colorati di mwdggiallo e di mwdwblu c'è una grande pala dipinta ad olio e, sotto di essa, gli stalli lignei del coro.

mweqCrocifisso dell'altare maggiore

Il grande mwewCrocifisso ligneo con cui parla mwfadon Camillo, è collocato sopra l'altare maggiore della chiesa. Con l'introduzione della mwfqmessa post-conciliare, creduto di scarso valore, viene trasferito in una piccola cappella di campagna. Le ricerche di un professore tedesco di storia dell'arte, passato a Ponteratto durante la guerra, scopriranno che il Crocifisso è in realtà opera di un artista originario della mwfgGermania e che risale al mwfwXV secolo.

Cappelle laterali

Le due mwggcappelle laterali più importanti sono poste in fondo alle due navate laterali e sono dedicate alla mwgwMadonna (in cui si trova l'affresco della mwhaMadonna del Fiume) e a mwhqSant'Antonio da Padova (ove è collocata, sull'altare, una statua che prima era in possesso del paese di Torricella). Inoltre si trovano altre tre cappelle: la mwhgcappella di mwhwSanta Rita da Cascia, la mwiacappella di mwiqSan Lucio, poi di mwigSan Babila e la cappella in cui don Francesco allestisce il presepio.

Canonica

La mwjqcanonica della mwjgchiesa parrocchiale di Ponteratto, è un edificio di due piani posto sulla destra della chiesa, dirimpetto al mwjwcampanile. La sua facciata in mwkaintonaco mwkqbianco è adornata da una pianta di mwkggelsomino che si arrampica intorno alla porta d'ingresso. Proprio da questa porta si accede all'andito, sul quale si affacciano le varie stanze del pianterreno: il salotto-tinello, la cucina e la sala parrocchiale. Le stanze del piano superiore sono, invece, la stanza di mwkwDon Camillo, la stanza per gli ospiti ed un piccolo corridoio con un mwladivano. Dietro la canonica si trova un mwlqorto coltivato da mwlgDon Camillo. Addossata alla canonica vi è la piccola casa del campanaro.

Casa del Popolo "Stalin"

La casa del popolo di Ponteratto, costruita da mwmqPeppone, si trova in Piazza della Libertà. Essa è un edificio di due piani con, al centro della facciata, una bandiera italiana. La casa del popolo è munita di un campo sportivo, di uno per il gioco delle bocce, di una sala per le riunioni, di una mwmgbiblioteca, di un salone-teatro, della casa del custode e dello studio di mwmwPeppone.

Municipio

Il municipio è ospitato all'interno di un'antica mwngrocca del mwnw1300 che si affaccia direttamente sulla piazza. Sulla facciata si trovano la mwoatorre merlata con l'mwoqorologio ed il balcone da cui mwogPeppone tiene i suoi discorsi ai cittadini; accanto ad essa vi è la Torre Civica, costruita negli ultimi episodi per ospitare il campanone mwow"Sputnik".

Altre chiese

Altre chiese citate nei racconti sono la mwpgchiesa di San Lucio, costruita nei pressi dell'argine per proteggere il paese dall'alluvione e la cappellina della mwpwMadonna del Borghetto.

Frazioni di Ponteratto

• mwqwBoschetto
• mwrqBoscopalanche
• mwrwCampolungo
• mwsqCastellina
• mwswCastorta
• mwtqFontanile
• mwtwGaggiòla
• mwuqLa Palanca
• mwuwLa Pieve
• mwvqLa Rocca
• mwvwLa Rocchetta
• mwwqMolinetto
• mwwwPescarolo
• mwxqPioppetta (che poi diventa una borgata del paese)
• mwxwPioppina (che lotta per l'indipendenza e che, per questo motivo, è considerata da mwyaGuareschi una "Repubblica")

Note

cite-note-11. La location delle riprese cinematografiche è quasi sempre il comune di mwzwBrescello in mw0aprovincia di Reggio nell'Emilia
cite-note-22. mw1aGiovannino Guareschi, mw1qDon Camillo e i giovani d'oggi, Rizzoli, 1966, p.mw1g 104.